BREVE RECENSIONE ALLA SILLOGE DI TINTI BALDINI
“SEGNI”
“Segni” di Tinti
Baldini è un libro di poesie che ho letto centellinandolo come faccio
generalmente con i libri di poesie.
Un libro di poesie è per me come una riserva d’ossigeno alla quale attingo
quando ho bisogno di dar maggior respiro all’anima. Generalmente non inizio mai
dalla poesia della prima pagina, ma ne scelgo sempre una a caso. E così sono
subito stata catturata da “I versi” che mi hanno conquistata in un baleno “odorano di figlio/dentro il
corpo/… di terra che suona/sotto i passi, di voli e cadute./….e piovono
sul capo/ come petali”. Come
non sentirsi in sintonia?!
Continuo a sfogliare e
intravedo componimenti brevi sui quali mi soffermo incuriosita poiché so quanto
si può dire in poche parole. Ed è in “Casa” che m’imbatto per prima e che posso
trascrivere totalmente“Di
senso amato/di furori e silenzi/di sbarre di burro”. Scorro queste brevi poesie ad una ad una
ed è come osservare un quadro impressionista, tante folgorazioni emotive
impresse subito sul foglio perché rimangano nella loro spontaneità e genuinità
e non si dissolvano senza lasciare segno.
La libertà del verso,
l’intensità e l’intrinseca tensione alla ricerca del senso dell’esistere sono
alla base della poesia di Tinti. Dunque, poesia pregna, incisiva, senza
sbavature, essenziale che guarda all’interno del sé per poi espandersi oltre i
confini dell’io verso la vita dell’intera umanità con i suoi muti perché, il
suo dolore, le ingiustizie e gli orrori come in “Auschwitz” ….”E trecce bionde a migliaia/in
mucchio/e sguardi di spettro/in angoli remoti… /poi... dinnanzi
all’entrata/prendi il panino/nella borsa/schiacciato/pestato e senza forma/e lo
butti dentro il bidone.”
L’autrice lascia
scorrere il suo sguardo, a volte stupito, a volte estasiato, sempre partecipe,
gioioso o addolorato perché l’indifferenza non fa parte del suo essere e la
definisce così: “Indifferenza” Veder
passare/ombre/e non scoprirle. Avendo
inoltre insegnato per tanti anni, leggendo questa poesia, si capisce tutto
l’affetto e la comprensione che prova per i suoi “Alunni”: “Se ti va di sentire/se passa
piacere/se ascolti il vento/se vuoi capire/è perché hai avuto amore”. Mentre in “Donna bambina” Tinti esprime tutta la
sua amarezza per l’infanzia e l’adolescenza abbandonate a se stesse ”…Allora/ho cominciato a svuotare/il
mio corpo/e poi/per sentirmi bella/a darlo in prestito.”
Anche la natura non si
sottrae dal suo ruolo di musa ispiratrice e si lascia cantare anche dalla
nostra poetessa con questa bella “Luna” /Muta assapora/di nuvole il passaggio/e di
stelle/la lontananza/in silenzioso tocco/d’infinito. Più che mai nel poetare di Tinti traspare l’essenza
della sua anima, la sua sincerità nell’esprimersi, senza reticenze, senza veli
e per questo la sentiamo, oltre che poeta, amica discreta, partecipe, attenta,
sensibile, leale.
Mi congedo da queste mie
impressioni su questa silloge con questa ultima perla lasciando a voi la
meraviglia di scoprire l’intera collana:
LASCIA
Lasciami/vivere/soffi leggeri/di
felicità/senza sguardo/giudice o mesto:/
carezza
la mia gioia/e/diventerà qualcosa/di grandioso.
Grazie Tinti
Giovanna Giordani