mercoledì 30 gennaio 2013

Recensione a SEGNI di Tinti Baldini


BREVE RECENSIONE ALLA SILLOGE DI TINTI BALDINI
“SEGNI”
 “Segni” di Tinti Baldini è un libro di poesie che ho letto centellinandolo come faccio generalmente con i libri di poesie. 
Un libro di poesie è per me come una riserva d’ossigeno alla quale attingo quando ho bisogno di dar maggior respiro all’anima. Generalmente non inizio mai dalla poesia della prima pagina, ma ne scelgo sempre una a caso. E così sono subito stata catturata da “I versi” che mi hanno conquistata in un baleno
 “odorano di figlio/dentro il corpo/… di  terra che suona/sotto i passi, di voli e cadute./….e piovono sul capo/ come petali”. Come non sentirsi in sintonia?!
Continuo a sfogliare e intravedo componimenti brevi sui quali mi soffermo incuriosita poiché so quanto si può dire in poche parole. Ed è in “Casa” che m’imbatto per prima e che posso trascrivere totalmente“Di senso amato/di furori e silenzi/di sbarre di burro”.  Scorro queste brevi poesie  ad una ad una ed è come osservare un quadro impressionista, tante folgorazioni emotive impresse subito sul foglio perché rimangano nella loro spontaneità e genuinità e non si dissolvano senza lasciare segno.
La libertà del verso, l’intensità e l’intrinseca tensione alla ricerca del senso dell’esistere sono alla base della poesia di Tinti. Dunque, poesia pregna, incisiva, senza sbavature, essenziale che guarda all’interno del sé per poi espandersi oltre i confini dell’io verso la vita dell’intera umanità con i suoi muti perché, il suo dolore, le ingiustizie e gli orrori come in “Auschwitz” ….”E trecce bionde a migliaia/in mucchio/e sguardi di spettro/in angoli remoti… /poi... dinnanzi all’entrata/prendi il panino/nella borsa/schiacciato/pestato e senza forma/e lo butti dentro il bidone.”
L’autrice lascia scorrere il suo sguardo, a volte stupito, a volte estasiato, sempre partecipe, gioioso o addolorato perché l’indifferenza non fa parte del suo essere e la definisce così: “Indifferenza” Veder passare/ombre/e non scoprirle. Avendo inoltre insegnato per tanti anni, leggendo questa poesia, si capisce tutto l’affetto e la comprensione che prova per i suoi “Alunni”: “Se ti va di sentire/se passa piacere/se ascolti il vento/se vuoi capire/è perché hai avuto amore”. Mentre in “Donna bambina” Tinti esprime tutta la sua amarezza per l’infanzia e l’adolescenza abbandonate a se stesse  ”…Allora/ho cominciato a svuotare/il mio corpo/e poi/per sentirmi bella/a darlo in prestito.”
Anche la natura non si sottrae dal suo ruolo di musa ispiratrice e si lascia cantare anche dalla nostra poetessa con questa bella “Luna” /Muta assapora/di nuvole il passaggio/e di stelle/la lontananza/in silenzioso tocco/d’infinito. Più che mai nel poetare di Tinti traspare l’essenza della sua anima, la sua sincerità nell’esprimersi, senza reticenze, senza veli e per questo la sentiamo, oltre che poeta, amica discreta, partecipe, attenta, sensibile, leale.
Mi congedo da queste mie impressioni su questa silloge con questa ultima perla lasciando a voi la meraviglia di scoprire l’intera collana:
LASCIA
Lasciami/vivere/soffi leggeri/di felicità/senza sguardo/giudice o mesto:/
carezza la mia gioia/e/diventerà qualcosa/di grandioso.
Grazie Tinti
Giovanna Giordani

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