sabato 26 gennaio 2013

RECENSIONE DI MARCELLO DE SANTIS


giovanna giordani
sulla riva del fiume
aletti editore, 2009


            Della lettura dei sonetti che introducono la raccolta ho poco da dire, lo confesso, anche se alcune immagini dei versi mi hanno colpito in maniera particolare.
Poi passando a quei brevi componimenti poetici composti da soli tre brevissimi versi, sei/sette/otto parole. li ho letti tutto d'un fiato, letteralmente divorati.
Mi hanno entusiasmato, perché li ho visti materialmente, quei due innamorati che impregnano di sé tutta la raccolta, come se fossero loro quegli
specchi lontani
di lucenti anime
inammorate...

... mentre il sole abbraccia la vita, una vita vestita a festa nel canto infreddolito di un pettirosso...
Allora con animo predisposto al punto giusto, ho continuato a sfogliare il libro, certo di trovare versi ancora più consoni al mio animo già piacevolmente turbato.
E così è stato,
Dopo la bellissima terzina centrale (perfetta anche nella metrica affrontata con perizia, debbo dire), la poetessa sì è incamminata sulla strada, sempre difficile, dei versi liberi.
Perché è nei versi liberi che il lettore attento deve andare a trovare un retrogusto ora amaro ora dolce, e un'estrinsecazione di sentimenti reali, che a volte la metrica nasconde, mostrando una forma - che quando è perfetta - può celare una debole insignificante sostanza.
Ciò che non avviene in giovanna giordani, che in questi versi sciolti mostra tutta la sua bravura.
Anche se a leggere il titolo: versi liberi,  mi è venuto subito da pensare ai poeti futuristi, ma poi ho constatato che, grazie al cielo, non è così.
Queste poesie, contrariamente a quelle, non sono vuote, come le definisce dino campana, tutt'altro.
Sono poesie molto sentite ed equilibrate nella musicalità libera di sciogliersi per offrire al lettore l'anima della poetessa, in briciole, in gocce.
Sono rimasto colpito, ad esempio, da quel fiore
che reclina il suo capo,
fiore
indifeso
 in balia del suo mago,

e più tardi da quei leggeri abbracci dell'edera che la poetessa desidera portare al suo amato per sognare (insieme) su una stella.
In questi versi liberi ho notato una spontaneità rara nei poeti d'oggi, o in quelli (e sono molti) che si definiscono tali.
C'è una leggerezza d'espressione, presente in tutte le composizioni della raccolta, che ho constatato essere propria di giovanna.
E mi sono convinto, a ragione, che ella da il meglio di sé in questo genere di poesia.
Forse sentendosi libera da un modo obbligato proprio dal rispetto tecnico e tirannico di una metrica classica, si esprime più agilmente; e ci propone dei sentimenti che volano liberi da qualsivoglia vincolo e/o lacciolo.

Concordo con lei, quando afferma
la mia poesia
è una regina scalza
che cammina
sulle punte dell'erba
e sfiora appena
i fiori...

A volte la poesia della giordani è una poesia personale e intima, lanciata verso altro da sé per cogliere il profumo della natura che la circonda, in cerca di una vitalità che non intende perdersi nemmeno per un attimo; altre volte la si vede invece involarsi su un'aria tutta sua, al fianco di un amore che appare poco, ma si intuisce essere sempre presente, anche quando non c'è, per ispirarne i versi.
Non so se questo suo amore, forse vero, forse ideale, è da vedersi nel cigno che
col capo chino
scivola lento
sull'acqua...

cigno che piange lacrime che vanno a confondersi con l'acqua del lago.
            E nessuno sa il suo dolore.
            E nessuno conosce la fattura che gli ha propinato un mago
ei solo ne sa
di quell'incantesimo
che su di lui fece
un mago...
            E li vedo abbracciati, i due amanti, volare in alto sulla montagna in un silenzio che li tiene uniti per la vita,
fra le cime tempestose,
mano nella mano, leggeri e liberi di sognare.
           
            Forse più tardi il cielo li inviterà
a cavalcare nuvole
per rivestire il cuore...
il cuore di tutt'e due, in cerca della libertà che li porterà lontano, sulle ali del vento al quale chiederanno
di condurci in alto
dove il tempo
non esiste
per ritrovarci liberi
e splendenti
su una stella

marcello de santis


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