domenica 27 gennaio 2013

Recensione a PANNALIMONE di Tinti Baldini e Flavio Zago


Commento alla silloge poetica “Pannalimone” di Tinti Baldini e Flavio Zago


“Pannalimone” un titolo che sa di ossimoro, dolce e aspro, morbido e pungente.
Ho letto questa silloge durante le calde giornate estive; già il guardare quella copertina mi metteva di buonumore con le sue fresche immagini.
Lo stile di Tinti ormai mi è familiare e penso che lo riconoscerei anche senza la sua firma. La piacevole novità è stata invece la poetica di Flavio Zago che ancora non conoscevo.
Ho scorso le poesie a quattro mani e qui ho notato un’affinità veramente sorprendente in quanto l’armonizzazione dei due stili è davvero notevole.
Affinità di stile, dunque, e di sentire. Due anime e una sola penna. I complimenti mi sorgono spontanei.
Un libro nato dal desiderio di condividere il fare poesia in spirito di amicizia e fratellanza.
C’è un indice dei testi piuttosto inusuale che elenca in modo non alfabetico i  diversi temi ai quali i due poeti si sono ispirati. Non mancano così i riferimenti classici, amore, dolore, natura, ma accanto a questi ci si può imbattere anche in “scafandri” che stuzzica certo la curiosità del lettore, oppure in “stanti” che attirano il nostro interesse e molti altri che vorrei lasciar scoprire ai lettori.
Per ogni tema scelto, quindi, due diverse interpretazioni accomunate dall’esigenza di cercare un senso, di esternare con il mezzo della parola poetica ciò che ognuno sente vibrare nell’anima e che può risultare gustoso come la panna o aspro come il limone. Perché la vita è così, dolce e amara.
Se nelle poesie a quattro mani lo stile dei due autori si fonde alla perfezione, come ho detto prima, nelle poesie singole ravviso la peculiarità di ognuno.
Infatti ritrovo la Tinti che già conosco e che apprezzo per il suo dire essenziale e profondo in cui fa trasparire la sua ricchissima umanità. Ed eccola in “Se fossi” in riferimento al tema “Distruggere”:
Se fossi/guanciale/non consentirei/sonno/a chi ci toglie/la voglia di sognare.
Nello stile di Flavio mi colpiscono le armoniose metafore che fluttuano fra rime e assonanze lasciandoci intravedere l’anima del poeta:  “Di me”, dal tema “Maestri”  …….”Nulla/nulla mi passa accanto/e va, nulla lascio/all’astro spento/Tutto/mi porto appresso/sul dorso/in vimini e sudore/gerla mai sazia/intrecciata in divenire.”
Non cito altri stralci significativi perché dovrei ricopiare qui tutte le poesie tanto sono caratterizzate da intensità e bellezza. Posso solo dire di aver apprezzato molto questo duetto poetico in cui l’anima dei due scrittori brilla come un caleidoscopio donandoci attimi di luce interiore da condividere per rendere la vita meno grigia, meno sola, meno buia.
E’ infatti così che io intendo la poesia: una fiammella che resiste al vento e alla pioggia per rischiarare il nostro cammino contribuendo a rendere più affascinante la nostra esistenza nella sua tensione ad indagare il mistero di cui è pregna.
Grazie Tinti, grazie Flavio, di questo graditissimo regalo che custodirò gelosamente.
Giovanna

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