Riflessioni sulla silloge poetica
“Oltre i passi lo sguardo” di Graziella
Cappelli
Che piacere la lettura della
silloge poetica di Graziella Cappelli!
Le sue poesie, brevi, essenziali,
ti accarezzano l’anima come quando ti lasci incantare da una musica dolce e
avvolgente che ti eleva lo spirito.
Versi semplicemente intriganti
quelli di Graziella che riescono a stupirti e a coinvolgerti lasciando intuire la poetica della poetessa attenta
alle incongruenze e contraddizioni che caratterizzano l’uomo e la vita dei
nostri tempi.
“Abete di Natale”
Ora diffondi/il tuo ultimo respiro/nelle case surriscaldate/in un burka/di
lustrini/e palline.
Tra breve/ti vedrò defunto/al cassonetto.
A ognuno di noi credo è capitato
di sentire il desiderio di tradurre in parole certe emozioni che proviamo in
situazioni che ci portano all’estasi o alla riflessione. La nostra autrice ci
prova con ottimo risultato donandoci poesie che ci regalano la magia in pochi
versi come in
“Risalire i colli”
….lascio la veste arida/m’irradio/sono luce/nel risveglio.
Alla deriva/di nubi fuggiasche/depongo/un sogno innocente.
Sono poesie che fanno bene
all’anima. Nella loro sintesi l’autrice ci lascia indovinare i suoi sentimenti,
i suoi pensieri, i suoi convincimenti, accanto alla sua gioia nel poter
riversare tutto questo nel linguaggio poetico che sgorga spontaneo e limpido
come una sorgente fresca e dissetante.
Ne vorrei citare ancora una prima
di lasciare a voi la gioia della lettura dell’intera silloge:
“Gioia”
Mi sorprese la gioia/a camminare/nei campi di granoturco/al tramonto/che
incendiava/spighe d’oro
Magica musica/era/il frusciar di foglie
Grazie, quindi, Graziella per questi
attimi di lettura poetica squisista!
Giovanna Giordani
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