sabato 26 gennaio 2013

RECENSIONE DI GAVINO PUGGIONI


Mia riflessione sul libro di poesie “Sulla riva del fiume” di Giovanna Giordani
Aletti Editore

  
Leggendo “Sulla riva del fiume” di Giovanna Giordani ci si imbatte, subito, in una scrittura libera, priva di orpelli linguistici, nei versi di un Poeta che sa e vuole tenere i piedi per terra, lungi dal volersi arrampicare su pomposi gradini letterari, fatti di sabbia.
La poetica della Giordani spazia nel suo intimo universo che  descrive così come lo sente, dalle terzine alle quartine, dalle rime (quasi a ricordare tempi passati o mai passati di “moda”) agli haiku, senso e sentimento accomunati mirabilmente,  rigorosamente rispettati.

Leggerla è come attraversare il nostro stesso pensiero, perchè lei è capace, con il suo dolce scrivere, di coinvolgerci  mentre comunica, di stupirci con le sue brevi carezze, di affascinarci con il suo “Senso della vita” che affida, sicura, alle ali di una rondine.
Ci incanta nella sua libertà di scrittura, chiamando a testimoni la natura, il sole, le montagne e il silenzio; elemento, questo, che abbraccia l'anima, se non il corpo, di questa scrittrice che, dopo, esplode in quell'urlo quando condanna le guerre e i prepotenti della terra che l'alimentano.
“Sulla riva del fiume” mi sembra di veder scorrere la vita, non una sola, ma quella di tanti, forse troppi, ai quali il destino ha riservato angoscie e dolori e per i quali la Giordani soffre e ne scrive con il cuore, con la penna intrisa di sentimento che solo i poeti sanno usare.

Gavino Puggioni

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