domenica 27 gennaio 2013

Recensione NEL SILENZIO DEI RUMORI di Gavino Puggioni



Riflessioni sulla silloge “NEL SILENZIO DEI RUMORI” di Gavino Puggioni

La poesia emblematica della silloge di Gavino Puggioni “Nel silenzio dei rumori” è titolata, appunto, “Il silenzio”. E’ una poesia breve, ma molto incisiva che, in chi non è duro di cuore, non può non suscitare un sentimento di condivisione e di apprezzamento per l’urlo immane e l’esortazione che contiene nei suoi versi.
Ne trascrivo qualcuno che vorrei potesse viaggiare per l’etere per essere udito da tutti coloro che hanno a cuore il bene dell’umanità: “
Nel silenzio/ dei rumori/un viso di bambino/abbandonato/mai amato/..ci saluta…/la voce fioca/e la bava bianca/di fame e di sete/..ci parlano…/ma noi siamo sordi!”

In questa poesia, quindi, io ravviso la poetica generale dell’autore che è sensibilità verso la parte debole dell’umanità, è solidarietà che utilizza il linguaggio della poesia per esortare a non seguire la via dell’indifferenza, ma a cercare di rivolgere l’attenzione a quella parte di infanzia del mondo che viene vilipesa e tradita. (Non a caso l’autore destina i proventi delle vendite di questo libro all’UNICEF).
Sublime messaggio quello del poeta Gavino che non posso non condividere ed apprezzare.

Così anche nelle altre poesie traspare la sua ribellione a ciò che distrugge anziché creare, a ciò che divide anziché unire, a tutto ciò, dunque, che va a danno dell’uomo stesso. Nelle sue poesie si legge proprio questa tristezza che urla tutto il suo malessere per la stupidità e l’inettitudine di chi fa dell’egoismo la propria religione, di chi ha paura, io credo, di essere troppo “buono” . Perché, troppo spesso, la bontà viene identificata come debolezza, fragilità. Invece io credo che la bontà sia una grande forza grazie alla quale l’umanità può sopravvivere ai suoi aspetti peggiori.

Dico sinceramente che fa sempre bene al cuore leggere poesie come quelle di Gavino Puggioni e, per fortuna, non è il solo che vuol fare sentire la propria voce al fine di smuovere le coscienze per ottenere un mondo migliore in cui i piccoli, i bambini, possano crescere nel benessere, possano essere amati come meritano, non siano abbandonati e possano quindi mantenere viva la speranza e la gioia di vivere. Il diritto di vivere è universale, rendere la vita vivibile è prerogativa umana e di nessun altro. La vita è in mano nostra, Qualcuno ce l’ha donata e tocca solo a noi apprezzarla, condividerla, rispettarla e renderla degna di essere vissuta. Bando alle guerre, quindi, agli orrori, alle brutture. Gavino ce lo “grida” in ogni sua poesia ed è un grido che non dovrebbe cadere nel vuoto, ma, come dicevo all’inizio, essere raccolto da tutti gli uomini di buona volontà.

Questa dunque è la tematica prevalente della silloge. La forma è quella del verso libero moderno, senza particolari metafore, che giunge immediata alla mente e al cuore. Hanno trovato spazio nel libro anche delle brevi prose che ci permettono di apprezzare Puggioni pure in veste di narratore.
Degne di nota sono inoltre le bellissime illustrazioni, dell’artista Antonio Lino Pinna, che accompagnano la raccolta poetica del nostro autore donando così maggior risalto alla stessa.

Grazie Gavino, continua ad urlare il tuo importante messaggio e che il vento lo porti con sè e lo lasci cadere come un piccolo seme in terreno fertile. Perché, si sa, che dai piccoli semi possono nascere grandi e salubri piante!

Giovanna Giordani

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