domenica 27 gennaio 2013

Recensione ALLA LUNA CH'E' MIA di Marcello De Santis


“ALLA LUNA CH'E' MIA”
di Marcello De Santis

“Alla luna ch’è mia” di Marcello De Santis è una silloge poetica che si gusta come una fresca sorsata d’acqua ristoratrice. La prima cosa che colpisce è la sua squisita musicalità. Inizi a leggere e non ti puoi più fermare. Sono componimenti piuttosto brevi e senza titolo, ma uniti l’un l’altro da un sentimento poetico che, si può proprio dire, ti trasporta sulle ali di una musica di parole irresistibile.
La luna, la notte, le stelle, qual è il poeta che può sottrarsi a tale magico incanto?
…“Come due vele, noi
sopra un carro di nuvole
e di rose
voliamo sulla luna”.
Ma c’è dell’altro in queste gradevolissime poesie. C’è la profondità dei sentimenti e la percezione della realtà che il poeta ci descrive conducendoci sapientemente nel suo mondo dove la natura e l’uomo si compenetrano a vicenda sublimando istanti e sensazioni.
.. “Lieve mi sciolgo
nella notte dei grilli
quando canta maggio”…
Oppure
Ecco ritorna forte
il maestrale
e strappa dalla scena
il velario di fondo
sipario alla rovescia
di inutili commedie..”
Da ogni poesia traspare più o meno chiaramente una sottile malinconia consapevole del mistero che avvolge l’umano destino. I versi sono, oltre che musicali come già detto,  densi, intensi, palpitanti.
Alla luna ch’è mia” è la poesia che titola la raccolta e si può dire che ne è proprio la degna regina nella sua ricca  maestria compositiva. Ne trascrivo i versi conclusivi, quelli che più mi hanno colpito:
…“Io prego
dal rosone centrale
già macchiata di sangue
una lama di luna mi trafigge
e scoppia la navata
della chiesa”.
Versi liberi, ma armonici e curati, nei quali cuore e mente convivono in giusto equilibrio.
Nella parte finale l’autore si diletta a trasformare in poesie tre note fiabe per bambini (dedicate) ed è veramente una lettura gradevolissima anche per noi adulti.
Insomma una silloge che posso solo consigliare di tenere a portata di mano, magari sul comodino, per lasciarla scivolare dolcemente nell’anima come una musica incantatrice. E, per darne un saggio, concludo con questa:
”Imbianca d’argento la luna
il mare di perla di perla
e sfoggia collane di stelle
il cielo sul mare di perla
e cullano vele assopite
le onde leggere leggere
e cullano vele assopite
E’ notte gabbiani assonnati
attendono l’alba in amore
solfeggia nel calmo silenzio
la stella marina marina
l’amara lampara sonnecchia
sciaborda tagliando le alghe
sonnecchia e sciaborda sciaborda
e cullano vele assopite
le onde leggere leggere
e cullano vele assopite”
Grazie Marcello per averci donato queste splendide note.
                                                      Giovanna Giordani

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